21. Januar 2019 
 
22. Mai 2018

SPS Italia: Sarà decisiva la logistica

È dalla logistica che passa il successo delle imprese nell'economia 4.0. Lo dice Andrea Orlando, direttore generale di ANIMA Confindustria Meccanica Varia, alla vigilia di SPS IPC Drive Italia, la fiera più importante d‘Italia per il mondo dell’automazione industriale.

Foto: ANIMAFoto: ANIMA
ANIMA, Federazione delle Associazioni Nazionali dell‘Industria Meccanica Varia, rappresenta un settore con 213 000 addetti e un fatturato di oltre 46,7 miliardi di euro.
La federazione ANIMA è presente alla fiera SPS IPC Drives Italia nel padiglione 7. Quali sono gli argomenti sui cui ponete l‘accento?
L’industria meccanica è uno dei comparti industriali più vivaci dell’economia italiana. Una spinta propulsiva alla produzione e all’esportazione delle imprese meccaniche è da ricondurre agli incentivi del Piano governativo 4.0. ANIMA Confindustria ha anticipato e affiancato le imprese nel comprendere la necessità di diventare protagonisti della rivoluzione 4.0. Anche SPS può essere il quadro perfetto per continuare a accrescere la consapevolezza della novità in corso. Ad esempio, assieme ad ICIM, ente di certificazione della meccanica, PWC, Sharp e altri partner proporremo alcuni momenti di dialogo ai visitatori della fiera, oltre che agli imprenditori associati che inviteremo a essere presenti, con particolare attenzione sulla certificazione 4.0, sulla trasformazione dal 3.0 all’oggi e sul tema del GDPR e della Industrial Digitalization in generale. Sarà l’occasione per coinvolgere le aziende a capire come procedere sul tema della digitalizzazione al di là e oltre le misure dell’iperammortamento per ottimizzare gli investimenti già fatti. Questa è la chiave per elevare la competitività delle aziende.

L‘industria manifatturiera italiana vanta un elevato tasso di automazione. Secondo alcune stime, su 10.000 dipendenti si contano 160 robot industriali - di più che in Spagna, Francia o nel Regno Unito. La crescente automazione ha inevitabilmente delle ripercussioni sulle risorse umane e sulla formazione alla quale SPS IPC Drives Italia dedica appunto un‘area espositiva e di networking nel padiglione 7 denominata „Cultura 4.0“. Secondo Lei, come dovrebbe cambiare la formazione professionale per affrontare questa sfida?
L’evoluzione della tecnologia pretende l’evoluzione continua e costante della formazione. Oggi, anche terminati gli studi scolastici, è necessario aggiornarsi senza sosta: la tecnologia corre e richiede un impegno per poterla comprendere. Il lavoro nei prossimi anni sarà sempre meno manuale e sempre più concettuale. Sarà richiesto a ogni lavoratore un contributo non meramente ripetitivo ma sempre più creativo e integrato con tutte le funzioni dell’azienda. Starà anche alla lungimiranza degli imprenditori continuare a formare i propri dipendenti.

Il vero salto avverrà quando capiremo che il Piano Impresa 4.0 tocca tecnologie e produzione, ma soprattutto dona flessibilità, lavorando anche molto sulla formazione. Dopo aver evoluto hardware e software, ora bisogna impegnarsi con gli uomini e le donne che rendono grandi e competitive le nostre imprese. La formazione 4.0 è la necessità primaria per i prossimi cinque anni. È anche un grande opportunità per inserire nel mondo del lavoro i „giovani 4.0“, linfa vitale per l‘industria manifatturiera in termine di innovazione e familiarità con le nuove tecnologie e logiche.

I macchinari „Made in Italy“ sono molto richiesti all‘estero, specie quelli del comparto che Voi rappresentate. Secondo l‘ufficio studi ANIMA, la manifattura italiana, rappresentata da ANIMA Confindustria, segna un +3,8 per cento nel 2017 come produzione, pari a 46,7 miliardi di euro. Di questi, 27 miliardi di euro sono rappresentati dalle esportazioni, in crescita del +2,9 per cento rispetto all’anno precedente. Cosa rende le imprese italiane particolarmente competitive in questo settore e quali sono i mercati più promettenti?
I dati elaborati dall’ufficio studi ANIMA Confindustria Meccanica Varia offrono indicazioni importanti per analizzare la fenomenologia dell’export della meccanica italiana. Rispetto al primo semestre 2016, gli scambi commerciali sono aumentati del +3,6 per cento per una cifra complessiva pari a 14 miliardi di euro circa. Tra i primi dieci Paesi, che hanno richiesto in misura maggiore le tecnologie italiane, in prima posizione si trovano gli Stati Uniti che nel 2017 hanno fatto registrare un incremento (+22 per cento) rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere 1,4 miliardi di euro. Turbine a gas (+37,5 per cento) e macchine per il sollevamento e la movimentazione (+148,2 per cento) sono le due merceologie più attraenti per la bandiera a stelle e strisce.

Si confermano partner storici dell’Italia la Germania, al secondo posto, e la Francia, al terzo. Secondo un andamento stabile, i due Paesi europei hanno importato l’italianità rispettivamente per 1,3 miliardi di euro e 1,2 miliardi di euro. Per en­trambe le destinazioni aumentano le esportazioni di pompe (Germania +8,4 per cento e Francia +7,4 per cento) mentre si riduce la domanda di valvole e rubinetteria (Germania -27,1 per cento e Francia -17,4 per cento). Si contrae, anche se di pochi punti percentuali (-2,8 per cento), l’export verso il Regno Unito, pari a 622 milioni di euro, che occupa il quarto posto. Subito dietro, in quinta posizione, la Spagna con un aumento positivo (+8 per cento) degli scambi.

Il Piano Nazionale Impresa 4.0, varato dal governo nel 2016, ha stimolato la transizione delle imprese italiane verso l‘industria 4.0. Al giorno d‘oggi, la fabbrica 4.0 è già arrivata in Italia o bisogna ancora aspettare il grande salto di automazione e digitalizzazione dell‘industria? E come accompagna ANIMA le aziende nella transizione?
La meccanica italiana è il settore protagonista del Piano Impresa 4.0. L‘ufficio studi ANIMA ha analizzato i settori che hanno investito in misura maggiore nel corso del 2017 e del 2018 in forza delle agevolazioni quali l‘iperammortamento e il superammortamento. Le imprese stanno investendo bene nella digitalizzazione, ossia nella robotica, sensoristica applicata ed interconnessione sistemica. Quello di cui abbiamo certamente bisogno, senza tentennamenti, è una stabilità nella politica industriale. Auspico pertanto che anche il prossimo governo scommetta sulla crescita delle imprese italiane, unica via per trainare tutto il Paese. È basilare continuare ad infondere fiducia all‘imprenditoria tutta, affinché si possa continuare con gli investimenti mirati e presentarsi più forti nei mercati internazionali.

Il Piano Impresa 4.0 ha messo in risalto indicatori importanti. Le imprese sono pronte e gli imprenditori, se e quando messi in condizione, ampliano le linee produttive, si affacciano su nuovi mercati esteri, danno impulso ai dipartimenti di ricerca e innovazione. L’accordo che recentemente ANIMA ha siglato con l‘Associazione bancaria italiana (ABI) per ampliare il mercato degli strumenti di debito delle imprese può contribuire, attraverso strumenti finanziari su misura, a questo obiettivo: dare una nuova linfa vitale al tessuto imprenditoriale italiano e in particolare della meccanica, così che l’abbrivio positivo del 2017 e dell’inizio 2018 venga confermato e si possa dare un’accelerazione al Paese intero.

In un recente White Paper pubblicato dall‘associazione industriale ANIE Automazione e intitolato „Il software industriale 4.0“, si parla del fatto che il software industriale sarebbe „il fattore abilitante“ della quarta rivoluzione industriale, cioè della cosiddetta Industria 4.0. Ma quando si parla di software si deve anche parlare di sicurezza informatica. A SPS Italia un nuovo padiglione intitolato „Digital District“ (DD) si occupa di questo tema. Che cosa fa ANIMA in questo campo e a che punto stanno le imprese che rappresentate?
Vista l’importanza del software nell’evoluzione dell’industria, il compito di ANIMA è quello di supportare le aziende nel dialogo tra chi produce le macchine e chi le deve fare dialogare. É di fondamentale importanza che i protocolli di comunicazione siano il più possibili intercambiabili e la gestione dei dati possa avvenire con qualsiasi tipologia di software presente sulla macchina. A tale scopo stiamo supportando i settori interessati a partecipare ai tavoli di lavoro normativi che si sono sviluppati a livello europeo per definire le regole di comunicazione che consentiranno alle macchine di dia­logare e soprattutto di gestire i dati in maniera semplice e soprattutto sicura. Non dimentichiamo che uno dei temi di attualità, oltre alla formazione del personale, è la cybersecurity, termine che sta diventando sempre più importante per le aziende e per la protezione dei loro dati sempre più esposti ai rischi di attacchi informatici.

ANIMA è una delle grandi federazioni dell‘industria italiana e SPS IPC Drives Italia è la fiera più importante dell‘automazione per l‘industria in Italia. Quale dirompente innovazione si aspetta a Parma?
Il digitale e l’innovazione sono due facce della stessa medaglia. Molte aziende investono in questa area. Il cuore dell‘innovazione della fabbrica italiana dalla produzione si sposta verso la logistica: è una delle grandi rivoluzioni dell‘industria 4.0. L‘interconnettività tra sistemi determina la quantità di informazioni ottenute tra la fase produttiva di un bene e la sua vendita in tutte le fasi. Lì si fa la differenza.

La velocità di consegna, la puntualità, la dedizione al consumatore sono diventati i criteri di giudizio per considerare positiva o negativa un‘esperienza di acquisto. Non è più sufficiente produrre bene, ora è necessario garantire la tracciabilità e un servizio personalizzato. La logistica, quindi, diventa lo spazio per migliorare la qualità del proprio operato. Sarebbe utile incontrare fornitori di tecnologie integrate. La novità non è solo una soluzione innovativa, ma è dirompente il fatto che la soluzione deve essere integrata fra componentistica e software. A partire da un’automazione degli scaffali tutto questo è possibile. Nel settore logistico e in particolare nel magazzino ci si gioca la competitività oggi in fatto di evasione dell’ordine e personalizzazione. L’integrazione permette la competitività.

http://www.anima.it
https://www.spsitalia.it

 

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